Avete mai sentito parlare di inquinamento indoor?

Si tratta di un fenomeno molto diffuso nelle nostre case, che si manifesta negli ambienti in cui è presente umidità in eccesso. Questo rappresenta un grave problema che influisce negativamente sulla salubrità degli ambienti e, di conseguenza, sul comfort abitativo.

I batteri naturalmente presenti nell’aria trovano il loro habitat ideale negli ambienti umidi e quando attecchiscono sulle superfici, proliferano e si tramutano in muffe. Le muffe, crescendo, producono spore che si disperdono nell’aria e possono causare i più disparati malesseri agli abitanti della casa. Ecco svelata la causa più comune di irritazioni alle vie respiratorie, allergie, senso di stanchezza!

 

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Proviamo ad analizzare più a fondo il problema.

Negli ambienti interni, raggiunta la temperatura di rugiada, il vapore presente nell’aria passa dallo stato gassoso a quello liquido, formando l’umidità di condensazione in corrispondenza dei punti freddi, ad esempio le pareti esposte a nord, o nei punti di discontinuità geometrica o di materiali dell’involucro edilizio. Questi ultimi, detti ponti termici, sono tutti quegli elementi architettonici con un valore di trasmittanza molto alto, cioè con una bassa capacità isolante, e contemporaneamente a diretto contatto sia con l’interno che con l’esterno dell’edificio, ad esempio una trave o un pilastro non opportunamente isolati, un davanzale continuo, un angolo, un’intersezione tra diversi elementi costruttivi. I ponti termici rappresentano una via privilegiata di trasmissione del calore e danno origine ad una disomogeneità di temperatura sulle superfici provocando la trasformazione del vapore in gocce d’acqua sulle superfici stesse.

Sicuramente vi sarà capitato di notare, soprattutto durante la stagione fredda, delle spiacevoli goccioline d’acqua sui vetri delle finestre, per lo più in corrispondenza del loro perimetro (la parte più fredda del vetro).

 

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Spesso si crede che il verificarsi di tale fenomeno dipenda dalla scarsa qualità del serramento. Questo è vero soltanto nel caso in cui il serramento installato non è dotato delle adeguate caratteristiche termiche. Ormai quasi tutti i serramenti in commercio sono realizzati a taglio termico ed equipaggiati almeno con un vetro camera, basso emissivo, con gas argon all’interno e canalino distanziatore termoisolante, posati in opera con controtelai termici su soglie a taglio termico. Detto ciò, se nonostante un buon livello termico dei serramenti e della loro posa, si verifica il fenomeno dell’umidità di condensazione sul vetro, la causa è da ricercarsi nelle condizioni ambientali interne.

E’ fondamentale, infatti, il controllo dell’umidità relativa che indica, appunto, la quantità di vapore acqueo contenuto nell’aria. Il suo valore dipende dalla temperatura, a sua volta, fortemente condizionata dalle attività fisiologiche delle persone (sudorazione, respirazione) e dalle attività domestiche (cottura dei cibi, doccia calda, panni stesi).

 

Di seguito qualche suggerimento per prevenire o ridurre il fenomeno dell’umidità di condensazione:

 

- Munirsi di un igrometro per valutare il tasso di umidità interna (valore max 50/55%)

- Aerare frequentemente gli ambienti

- Evitare di stendere i panni all’interno

- Assicurare la corretta manutenzione di umidificatori, condizionatori, sistemi di ventilazione meccanica

- Assicurarsi che muri esterni, fondazioni e sottotetti siano isolati e ben ventilati

- Eventualmente optare per l’installazione di deumidificatori

- Verificare che i serramenti installati abbiano le caratteristiche termiche di base sopracitate e, in caso contrario, eventualmente sostituirli